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Occorrono adeguati lavori di carattere biologico

La situazione dei terreni dopo le abbondanti piogge
articolo di Nino Simone


Attualità  18/11/2007 20:21
Le piogge torrenziali del Gargano dei giorni del 20-21-22-23 ottobre ci ha fatto capire che l'incremento della capacità erosiva dell'acqua va addebitato alle trasformazioni delle condizioni di naturalità o di corretta gestione dei territori collinari nei quali viene ridotta la capacità di trattenere e modulare le acque di pioggia. In quei giorni l'acqua piovana, dopo aver saturato il suolo, si è raccolta in rivoli e canalicoli che, procedendo verso valle, si sono incassati sempre di più, dando origine all'erosione per ruscellamento.

Se questo processo erosivo non viene contrastato o compensato, esso tende ad abbassare gli alvei creando un'erosione torrentizia. In questo modo il torrente rende precario l'equilibrio dei versanti che possono franare per scalzamento al piede. Naturalmente queste condizioni sono state amplificate dal massiccio fenomeno piovoso dei giorni di ottobre. Però c’è da dire che anche se è stato un fenomeno piovoso eccezionale le cause che provocano l'erosioni rovinose, vanno ricercate nello stato dei suoli delle parti alte del bacino. I nostri territori hanno subito, soprattutto nel secolo scorso, una profonda trasformazione per recuperare terreni alle coltivazioni. Negli ultimi decenni si è poi verificato il processo inverso con l’abbandono della campagna e di quelle terre che, in un primo tempo private delle difese naturali e successivamente di quelle dell'uomo, sono diventate ancor più aggredibili dalle acque. La vegetazione e il suolo sono strettamente interdipendenti e non si può concepire l'esistenza dell'una senza l'esistenza dell'altro; essi si evolvono assieme e assieme sì sostengono e si mantengono.

E questo è stato un apporto indiretto dell’uomo.  L’uomo direttamente, ha con la sua azione determinato imponenti fenomeni erosivi, o aggravato quelli naturali.
Un terreno non opportunamente sistemato e lavorato, è soggetto a cospicui fenomeni erosivi, ed in particolare se non è continuamente tenuta sotto controllo la circolazione idrica. Inoltre con la costruzione di strade, canali o altri manufatti, si da luogo da un lato alla formazione di scarpate artificiali facilmente erodibili, dall'altra a fenomeni franosi causati da uno squilibrio di un preesistente stato di equilibrio o da facilitata infiltrazione dì acqua superficiale ed infine ad un'anormale concentrazione delle acque di pioggia in posti non sempre idonei a riceverle.

L’Ente preposto (leggi Consorzio di Bonifica) alla manutenzione dei canali e agli scoli è stato pressoché assente negli anni. Non ha senso se il Consorzio progetta opere di regimentazione e poi le lascia abbandonate a se stesse.  Se la scarsa manutenzione è la causa di apertura di cicatrici nel suolo che creano vie preferenziali di penetrazione, è ovvio che in questo modo si accresce la dissestabilità di aree spesso già al limite della tolleranza. L'azione costante di manutenzione e intervento di difesa idraulica sui torrenti costituisce una necessità determinata dalla natura del territorio. Il complesso delle opere che vengono realizzate per la difesa dal dissesto idrogeologico va sotto il nome di «sistemazioni idraulico forestali e idraulico agrarie». Esse hanno lo scopo di regolare le portate idriche e quelle solide dei torrenti mediante interventi di tipo ingegneristico: 'serbatoi, casse di espansione, scolmatori, diversivi, arginature, drizzagni, svasi periodici, briglie di consolidamento, ecc. Per contro è necessario uscire da un equivoco che è quello di ritenere che per sicurezza idraulica si intenda solo cementificazione dei torrenti e costruzione di argini sempre più alti.

Il problema vero è invece quello di riuscire a gestire adeguatamente l'idrologia di tutto il bacino a monte, a partire dai piccoli dreni e fino alla sistemazione dei versanti.
In sostanza si deve cercare di salvaguardare le condizioni attuali quando sono buone, e migliorare quelle che non lo sono. Importante è che questi miglioramenti non modifichino, in altre zone, peggiorandole, situazioni già stabilite. Questo si può ottenere solo con una oculata e opportuna sistemazione delle nostre colline, con adeguati lavori ed opere sia di carattere biologico sia ingegneristico, e con un continuo monitoraggio degli effetti che tali lavori provocano sul nostro territorio.

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