Monte S. Angelo, un tuffo nella storia sacra d'Europa
Antico crocevia per la Terra Santaarticolo di Enza Moscaritolo
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Cultura 17/11/2007 18:13
Tra le leggende legate alla storia di Monte S. Angelo, il comune più alto del promontorio, molte sono legate proprio alla sua posizione elevata sulla Montagna del Sole e alle fortificazioni erette nel corso dei secoli dai regnanti, specie del casato di Svevia che qui ebbe una delle sue roccaforti. Ma la storia più accreditata è certamente quella che riguarda l’Arcangelo Michele: si narra, infatti, che durante le sue apparizioni (8 maggio e 29 settembre del 492 e 29 settembre del 493) espresse il desiderio di ergere la grotta di Monte Sant’Angelo a propria dimora. Di qui la sua venerazione nella Grotta-Santuario, meta di intensi pellegrinaggi oggi come durante il Medioevo, quando era la meta finale di un lungo percorso denominato Via Sacra Langobardorum. Infatti principi, regnanti e soldati in partenza per le Crociate si fermavano sul comune garganico, prima di imbarcarsi per la Terra Santa, per ottenere la benedizione in vista della battaglia contro gli infedeli.
Oggi la Grotta dell’Arcangelo Michele è uno dei luoghi più sacri al mondo, oltre alla Terra Santa, naturalmente, alla Basilica di San Pietro a Roma e al Santuario di San Giacomo di Compostela in Spagna. Particolare attenzione è stata dedicata alla Grotta dell’Arcangelo Michele anche in ambito letterario: ne è una fulgida testimonianza un racconto intitolato proprio “Monte Sant’Angelo” del famoso commediografo americano Arthur Miller, marito di Marilyn Monroe, che scrisse questa novella lunga 15 pagine, ispirato da un viaggio compiuto nell’Italia meridionale nell’immediato dopoguerra, alla ricerca di un suo caro amico. Il racconto è inserito nella raccolta “I don’t need you anymore”.
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