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Sulle orme di illustri escursionisti come Martelli...
articolo di Nello Biscotti


Turismo 13/11/2007 16:25
Una macchina fotografica può essere oggi il mezzo più idoneo per suggellare immagini di fiori, uccelli, paesaggi. E  anche questo un modo per ricalcare le orme di illustri escursionisti come Martelli (1893), fondatore di quello che diventerà uno degli Erbari più  importanti del mondo: l’Erbario Centrale di Firenze (molte delle piante collezionate sono state raccolte nel Gargano).

La caccia fotografica porta a pensare a luoghi selvaggi e solitari: il Gargano in tal senso è stato anche questo; fino agli anni sessanta la mancanza di strade, rendeva veramente difficoltosa e non priva di pericoli una visita di studio. Oggi le strade non mancano, come non mancano ancora le opportunità di fotografare e disegnare orchidee già sui bordi delle strade.

In tale senso è già sufficiente percorrere il tratto di strada Foresta Umbra-Monte S. Angelo o Cagnano Varano-San Giovanni Rotondo. Se poi non ci si accontenta di “caccia facile”, come quella di fotografare piante, si può passare a qualcosa di più complesso che però richiede tanta pazienza e lunghe attese. Nelle steppe intorno a Manfredonia qualcuno potrà  avere opportunità  di fotografare la rara Gallina prataiola; sulle rupi tra Pulsano e Ruggiano si potranno fare bottini di immagini di poiane che scrutano minacciose la piana di Manfredonia. Con un po’ di fortuna in marzo o aprile si potrà fotografare un airone cinerino già nella piccola palude di Sfinale a Peschici.

Se poi ancora più forte è la pazienza, soprattutto quella di mettere in conto giorni e giorni di attese, nascosti e mimetizzati nel bosco, allora si può mirare a “catturare” qualche immagine  del raro (già a vedersi) Capriolo garganico. Riuscire a fotografarlo sarà un’impresa difficilissima; una fotografia di un esemplare di questa specie sarebbe qualcosa di più di un bottino.

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