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Ci si addormentava come i cowboy...

Diego Abatantuono racconta Vieste degli anni '60
articolo di Gaetano Berthoud


Turismo 13/11/2007 14:00
Se potessi vivrei nell'acqua. L'idea delle vacanze per me è legata al sole, alle spiagge. Fin da piccolo tutte le estati si prendeva e si andava al Sud. Le vacanze dei miei anni Sessanta le collego al campeggio. Trent'anni fa il Gargano era fantastico, lo é ancora, ma sono cambiate tante cose.

La spiaggia strepitosa, il campeggio libero, il mare unico. C'erano dei ruscelli dove l'acqua era semi-potabile e ghiacciata e lì si mettevano il burro, le bottiglie al fresco. In bagno si andava in mare o in mezzo ai campi, nell'immediato entroterra. Si cucinava sui fornelli da campo.

Una volta fatto il viaggio per raggiungere la Puglia, poi non c'era nessun'altra spesa; solo il mangiare, che tra l'altro lì costava molto meno che a Milano. Mangiavi il pesce. Era meraviglioso, c'eravamo solo noi come turisti, a Vieste. Come ho già detto mio padre é di Vieste e lì abbiamo i parenti.

I primi anni ci piazzavamo in una spiaggia di fronte alla quale sorgeva un isolotto, spiaggia libera naturalmente, ci sistemavamo con le tende a semicerchio di fronte al mare. Dal ruscello veniva ricavata una doccia, costruita con lo scolapasta attaccato a un legno. Mio papà aveva una piccola barca e alla mattina andava all'isolotto. "Dov'è il Matteo" "L'è andà a pescà" è andato a pescare. Tornava dopo due ore con quattro o cinque pesci e dei polipi.

Tutti eravamo orgogliosi di lui. Poi abbiamo scoperto che si era messo d'accordo con un pescatore che lo aspettava dietro l'isola. Con duemila lire comprava un chilo di pesce, poi tornava. Alla mattina, non tutte, qualcuno andava a fare la spesa e qualche bambino si accodava.

Dietro la spiaggia c'erano le vigne e le coltivazioni di pomodori. Risalivamo il ruscello con il canottino e andavamo a pescare le anguille con la fiocina. E siccome succedeva spesso che noi bambini perdessimo la fiocina, gli adulti avevano deciso di non darcela più. Allora attaccavamo il forchettone della pasta a un tubo e cacciavamo così.

Si risaliva il tratto di acqua dolce fino quasi alla foce. L'acqua era limpida e fresca: facevamo il bagno. Al tramonto si andava a fare la legna, poi di sera si faceva il fuoco, si compravano le angurie, le sarde e le patate. Tutte le classiche cose da falò. Si finiva la serata intorno al fuoco a parlare. Ci addormentavamo come i cowboy... Tratto da "ECCEZZZIUNALE VERAMENTE" (Zelig Editore).

"Sono stato fortunato. Ci si accontentava di poco ma non era poco. Io ero un bambino, i miei genitori erano giovani e passavamo le vacanze in un posto meraviglioso: il Gargano".

per gentile concessione a Tuttogargano '99

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