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ISG ovvero Io Sono Garganico

Il "mio" Gargano
articolo di Gaetano Berthoud


Attualità  17/02/2010 20:51
Il Gargano. Una terra piena di sentimenti nascosti, un territorio ricco e povero nello stesso momento, una montagna “aspra e forte”, un luogo dove tutto o niente può accadere. Proprio in questi giorni passati scrivevo del “Gargano turistico” tanto decantato durante le elezioni, ma che poi, come l’insegna di un hotel sul mare, dopo l’estate torna a spegnersi.
 
La mia avventura “attiva” con il Gargano è iniziata nel 1993. Quell’anno feci la prima edizione di Tutto Gargano ”cartaceo”. Fu il primo esperimento di quello che sarebbe poi diventato il vademecum annuale del Gargano e non solo, per 10 anni, con distribuzione sulla rete nazionale Feltrinelli, aree di servizio, ma anche distribuito ufficialmente dagli Enti Provincia e Parco Nazionale. Quell’avventura si è esaurita nel 2006, evolvendosi alle attività multimediali, ma non si è mai esaurito il ricordo di 10 anni garganici.

Credo che da questo sia nato l’amore per il “mio” Gargano, quello che giravo e rigiravo, che mi faceva conoscere sempre più gente “garganica”, che mi portava da un paese all’altro senza sentirne nessun distacco, che mi ha fatto imparare a coglierne le diversità senza mai sottovalutarne la forza. “Quel Gargano” mi ha insegnato a conoscere i tanti operatori turistici e comprenderne le difficoltà, mi ha dimostrato i limiti della politica locale, le esigenze di tanti cittadini che sembrano urlare in un luogo chiamato “silenzio”.
 
Da questi segnali sono nate le mie prime attività sociali, seppur avviate con un’etichetta “aziendale”, dove però mi accorgevo sempre di più che alcune attività che si svolgevano non erano affatto economiche. Così è nato Io Sono Garganico. Un grido. Da quel giorno di circa 2 anni fa è iniziata l’attività. Anche se le prime magliette “Io Sono Garganico” sono comparse dopo l’incendio di Peschici del 2007. Una volontà nata essenzialmente per 2 motivi. Uno si chiama Iris, ha 9 anni e fa la terza elementare, l’altro si chiama Veronica, ha 2 anni e 3 mesi, va all’asilo nido ed è nata una settimana prima dell’associazione.

Oggi per me non è un giorno qualsiasi perché rendo pubbliche le distanze che l’associazione ISG pone nei confronti della sigla che racchiude l’associazionismo garganico, AAG, seppur conservandone il rispetto per molte associazioni, in particolare con Argod di San Nicandro, Punto di Stella di Peschici e Carpino Folk Festival.

Come molti ricorderanno il 9 gennaio 2009 ha visto a Vico il primo incontro tra associazioni, fortemente voluto da noi, per cominciare a creare condizioni di condivisioni. Non possiamo dire che le cose non siano cresciute, ma forse le idee sono rimaste le stesse quando poi ci scappa di mezzo la politica. La ragione di questo distacco è tutta qui. Io Sono Garganico non intende condividere progetti garganici che siano diversi dagli intenti che ci eravamo prefissi, cioè non permettere alla politica di “contaminarci”, dove però ognuno potesse esprimere ciò che ritiene. Noi di ISG riteniamo, invece, che si stia profilando sempre più in AAG un movimento di sinistra, dove riconosciamo la sensibilità sociale, ma non quella intellettuale. Anche se tutto questo pone una riflessione obiettiva.

Come mai il mondo sociale, le anime sensibili, i gruppi attivi, le associazioni culturali sono così spesso espressione di sinistra? D’accordo, ci saranno le eccezioni, ma la mia impressione è che la stessa sinistra stia diventando “solo” un’idea sociale. Non pensate anche voi che sarebbe tempo che la sinistra restituisca un po’ di anima alla destra e la destra un po’ di concretezza (amministrativa) alla sinistra?

Siamo così certi di saper convivere con il bipolarismo, noi italiani che per storia e tradizione abbiamo sempre fatto la cosa più facile, la cosa più comoda, ci siamo fatti amici gli americani dalla sera al mattino, abbiamo dichiarato guerra all’Inghilterra bluffando? Noi siamo già un popolo di idealisti, abbiamo mille idee diverse, fantasiose, originali, ma anche improponibili, siamo quel che siamo. Italiani.

Come può collocarsi un’idea di sinistra, se non come idea sociale?

Può farlo se crede nella propria terra come la vera politica da sostenere, esattamente come fa Vendola e si apprestano a farlo Palese e Poli Bortone. Vendola e Poli Bortone sono due facce della stessa medaglia. Entrambi credono nel “loro” progetto prima ancora del PD o UDC. Palese… è più tradizionalista, ma spinge anche lui molto sull’identità pugliese.

Il Gargano, con la speranza che un giorno riuscirà ad organizzarsi meglio, cerca di darsi un nuovo volto, un nuovo segnale verso la politica, e tenta anche un certo ruolo nelle discussioni che “contano”. Sbaglia però se lo fa unilateralmente, anche se dall’altra parte non ci fosse nessuno che ascolta. La vera forza (purtroppo ancora inespressa) è la condivisione “totale” nelle discussioni, manca ancora il buon senso di lasciar perdere tutto il resto per concentrarsi sull’identità garganica.

Nel 1995/1996 girando per i paesi garganici ricordo ancor ora le tante scarpe consumate, ricordo di paesi come San Nicandro Garganico che grazie ai commercianti del corso, delle stradine nascoste, di Torre Mileto, ogni anno contribuivano a far si che San Nicandro fosse presente su quel vademecum in giro per tutta Italia, dove prima mai veniva recensito. Ricordo di me e mia moglie ad attendere ore per un contratto di 50 mila lire, ma che ogni anno venivano puntualmente riconfermate. Ricordo anche che San Nicandro (come altri paesi)  è presente  sul sito Tuttogargano.com da quel lontano 97, con immagini, e quant’altro. Oggi però non mi sento invitare dal sindaco Squeo, che poi era il mio mito quasi “Obamiano”, a quel che viene definito il primo summit sul turismo di San Nicandro. Il sindaco ha risposto che la fiducia viene da lontano. Bene Costantino, si fa per dire, quanto io non creda più in questo territorio l’ho capito proprio dalle tue parole.

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