L'arte dimenticata
San Nicandro fa il fiore e altri Paesi hanno l'onorearticolo di Anna Lucia Sticozzi
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Cultura 01/10/2009 19:51
La coltivazione e lavorazione delle erbe ornamentali, dette comunemente fiori secchi, è uno dei "treni" passati da San Nicandro Garganico sul quale non siamo stati capaci di salire. La produzione locale fu avviata intorno agli anni '60 grazie ad alcuni "pionieri" che ebbero l'opportunità di inserirsi in questo settore "di nicchia" agganciandosi ad aziende toscane.Avvenne una vera e propria rivoluzione a livello locale e gran parte degli agricoltori sannicandresi "riconvertirono" le loro produzioni, piantando erbe ornamentali (molto più remunerative delle colture tradizionali) per conto delle aziende locali, che effettuavano una prima lavorazione dei fiori secchi (semilavorato), mentre le successive fasi venivano realizzate dalle aziende toscane. In seguito anche alcune aziende locali acquisirono le competenze sulle tecniche di lavorazione e confezionamento, giungendo ad avviare anche la commericalizzazione diretta sia in Italia che all'estero.
Fino agli anni '80 il settore dei fiori secchi ha avuto un mercato molto fiorente, ponendosi insieme alla produzione agricola di cavolfiori e broccoli (di cui è il 2^ polo europeo dopo la Spagna), fra le attività più significative dell'economia del Gargano, grazie anche alla creazione di un indotto considerevole.
Per una serie di cause, a partire da allora, iniziò il declino, prime fra tutte la mancanza di capacità imprenditoriali della maggior parte delle aziende che gestivano il settore, ma anche la mancata valorizzazione da parte degli enti locali, oltre alla concorrenza rappresentata dall'ingresso di nuovi produttori in altre aree (in Campania ad esempio) e una certa flessione del mercato, hanno ridotto la produzione locale ad un ruolo molto marginale.
Tuttavia, pur non rivestendo più un ruolo centrale nell'economia locale, San Nicandro Garganico annovera oggi alcune aziende di rilievo internazionale che rappresentano delle eccellenze nel settore, con esportazioni in tutto il mondo, dal nord Europa, alla Cina, al sud America. Aziende gestite dalle seconde generazioni di quegli originari "pionieri" dei fiori secchi che ebbero l'intuizione geniale di ritagliarsi una nicchia nel mercato nazionale ed internazionale, ma che il territorio non seppe cogliere appieno.
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