Gargano: tutti gli Itinerari ed Eventi culturali del Parco Nazionale del Gargano
Garganonews.it Portale d'informazione turistica e di costume
11/12/2019

Login
Sondaggi
Qual è secondo voi l'aspetto turistico più rilevante del Gargano?

il mare e la natura
i luoghi religiosi
i piccoli centri


Cantin d'Anell, archeologia della vite

Da cosa nasce il vino Macchiatello
articolo di Gaetano Berthoud


Gargano in tavola 11/11/2007 00:10
In una viuzza nascosta del centro storico di Vico del Gargano (dietro Palazzo Della Bella), si affaccia con molta timidezza una piccola cantina, tale è almeno da 200 anni, annunciata da una piccola epigrafe in pietra: Cantina d’Anèll’. Archeologia della Vite. Perchè “archeologia”? Perchè vite, vino e cultura del vino, nel Gargano sono ormai “fossili” da recuperare, interpretare, ricostruire.

Questa Cantina ci offre il profumo di un vino, il Macchiatello, appena 1500 bottiglie all’anno, di un vero vino del Gargano. Non vi era un vino, ma i vini del Gargano: quello di Vieste, di Vico, Ischitella, Monte S.Angelo, Sannicandro, San Giovanni Rotondo. Di autentica identità doveva trattarsi, se si tiene conto del fatto che ogni paese aveva  più o meno il suo vitigno: il Cassano bianco a San Giovanni Rotondo, il Paglione ed il Nereto a Monte S.Angelo, la Plausa nera ed il Sommariello rosso e nero a Vieste, la Plavca bianca a Peschici, il Nardobello ed il Moscatello a Vico, Gagghjioff e l’Uva a nocella ad Ischitella, U Virrcùn, ‘A passular a Sannicandro.

Il  Macchiatello è la testimonianza della storia  agronomica di Vico del Gargano e dei suoi vitigni; con questo vinosi vuole salvare quelli che restano di una piccola vigna (contrada Mastrocianni), ricordata ancora come “vigna d’Anèll”: Uva della Macchia (vitigno prevalente) l’Uva nera tosta, la Malvasia nera antica, il Nardobello, il Moscato saraceno, la Bella Italia.  

Ereditata dai F.lli Biscotti,  la vigna è  così l’unica naturale “banca genetica” di questi vitigni, “interessanti” già da piccoli esami sulle loro proprietà enologiche come flavonoidi, antociani, carica zuccherina (Severino Garofano, 2001). Vitigni autoctoni?. Preferiamo parlare di vitigni “storici”: dal 2005 l’Uva della Macchia,  è oggetto di specifiche ricerche  scientifiche (analisi DNA) per conoscere la storia del suo “viaggio genetico” che lo ha legato alle colline nord-orientali del Gargano. Perché con gli uomini viaggiavano anche i vitigni.
La vite ha avuto un ruolo fondamentale nella storia agricola del Gargano.  “Si raccogliono le cose per il vivere dei mortali, e fra l’altre buoni vini vermigli” (Leandro Alberti,  1561).   Prospero Rendella in Tractatus de vinea, vindemmia et vino, (1603) parla dei vini di Rodi, Vico e Vieste, e Monte. La vigna è una realtà diffusa per tutto  il ‘700.  Nel 1768 si documenta  che “nel Monte Gargano si hanno vini preziosi delle terre di Rodi Peschici, San Giovanni, Monte, Vico e Cagnano” (Giuliani V. in Memorie storiche della Città di Vieste). La vigna si pianta ovunque  per tutto l’800. “Nel contado di tutti comuni del Gargano si pianta la vigna e sollecitamente dà il suo frutto pieno di liguore pregevolissimo.... ma i vini migliori per robustezza, durata, trasporto e abbondanza insieme son quei che si hanno da Viesti, Vico, Ischitella, Sannicandro e San Giovanni R.” (Della Martora 1823);  “Abbondano le Comuni di Viesti, Vico, Ischitella, San Giovanni Rotondo, San Nicandro confermerà qualche anno dopo Giuseppe  Libetta  - di ottimi vini”.

Di questa tradizione si è prossimi all’estinzione: rimangono piccole e singole vigne,  di 3000/5000 metri quadri, sopravvissute all’abbandono, mantenute in vita ancora per poco da anziani contadini; un progetto di ricerca ha censito circa 60 vitigni diversi (Biscotti, 2001), che ancora sopravvivono, molti dei quali con pochissimi ceppi e dunque ad altissimo rischio di estinsione.  Al di fuori di queste piccole realtà nel Gargano resta la memoria storica di “vini spiritosi, euforici”, di “rossi vermigli”, di “spumanti, assai esquisiti”, di “aromi intensi”, di vini “con sapore di terra”. Con un e-mail questa storiella  suscitò l’interesse del grande Luigi Veronelli, qualche anno prima di morire. Lo assaggiò e il Macchiatello di essere inserito nella rinomata Guida (I vini di Veronelli) con un apprezzamento scritto dallo stesso Veronelli.
Le particolarità? Tanti aromi e profumi, aspetti così rari sui quali è impegnata la ricerca enologica. 
 
Com’è il Macchiatello?
Molti di dicono “particolare”, qualche altro aggiunge:”ci fa ricordare certe viti selvatiche franche di piede”; tutti concludono: “Un prodotto sicuramente originale”.

Per info: Nello e Michele Biscotti
Via de Matteis 3
Vico del Gargano (FG)             
Tel. 0884-994480/969271

Questo articolo è stato letto 11792 volte.
Commenti (0) | Sono d'accordo
Leggi gli altri articoli dello stesso autore

Home | Contatti | Attualità | Turismo | Gastronomia | Eventi | Cultura | Turismo Italia | Video | Tg Gargano | Hotel Gargano

Garganonews.it - Tutti i diritti riservati