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I fratelli Trimigno e le grotte di Vieste

Suggestioni di un tempo... ancora attuali
articolo di Gaetano Berthoud


Turismo 08/11/2007 17:46
Senza dubbio la speleologia garganica deve molto a due fratelli, Francesco Sante e Michele Trimigno. Nel 1954 questi due pescatori rinvennero la prima di quel meraviglioso complesso di grotte che in seguito sarebbe stato denominato “Grotte dei Contrabbandieri”, nome dovuto all`uso a cui le grotte erano destinate.

Oggi le grotte rappresentano uno degli aspetti più significativi e nello stesso tempo emblematici della morfologia garganica, sia per la composizione idro-carsica che per la loro imbarazzante suggestione. Lo sviluppo delle “gallerie” interne alle grotte è quanto mai vario: si rilevano tronchi ad andamento rettilineo o zigzagante che talvolta proseguono per tratti lunghi dai 10 ai 50 metri.

Censirle tutte sarebbe impossibile, poichè la natura carsica del nostro promontorio fa si che la montagna si frastagli anche all’interno di minuscole e nascoste insenature. Tuttavia è possibile, un elenco di grotte finora realmente accertate e visitabili.

Da Vieste a Mattinata:
Arco di San Felice, Grotta dei Contrabbandieri, Grotta Campana Piccola, Grotta Calda, Grotta Sfondata situata in prossimità di Baia Campi, Grotta dei due Occhi, Grotta dei Promodori, Arco di Portogreco, all`altezza dell`omonima baia, Grotta dei Marmi, Grotta delle Sirene, Grotta delle due Stanze, poco sotto la baia di Pugnochiuso, Grotta dei Sogni, Arco Ricamato, Grotta Tavolozza in località Vignanotica, Grotta Campana, Grande Grotta del serpente, Grotta Smeralda, Grotta Rotonda, Grotta delle Finestre, in località baia delle Zagare.

La curiosità: occhio se bazzicate dalle parti del porto di Vieste, vi potrebbe capitare di conoscere o avere la fortuna di essere portati in barca proprio dal signor Michele Trimigno, cioè una leggenda vivente; colui che accompagnò per le mitiche insenature garganiche il grande presidente dell'Eni Enrico Mattei.




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