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Quali priorità  tra le infrastrutture pubbliche

Viabilità  stradale: Monte Sant'Angelo ed il Gargano
articolo di Alessandro Facciorusso


Attualità  06/12/2008 10:31

La viabilità stradale nei paesi montani rappresenta una priorità tra le infrastrutture di pubblico servizio che migliorano la percezione di vivibilità del territorio, ma non solo, ne potenziano le attività economiche, sul Gargano spesso basate ancora su percorsi economici di tipo ambulante; inoltre nel contesto storico-religioso Monte Sant'Angelo figura tra i più apprezzati del territorio quindi rappresenta anche un indispensabile strumento per ottimizzare la ricettività turistico-religiosa.

Facendo una breve analisi di quanto detto: sul Gargano è ancora fortemente e fortunatamente presente un'economia di tipo rurale come la presenza di piccoli produttori orto-frutticoli, avicoli, caseari, e di tanti altri che per intenderci basano la propria economia sulla piccola lavorazione agro-forestale e dell'allevamento di bestiame di piccolo taglio; come del resto è presente l'artigianato di prodotti locali rappresentativi di ogni comune del Gargano. Per questi produttori, che fanno comunque parte di un processo economico più ampio, ma non per questo di minor importanza, e avendo per l'appunto basato la propria attività su questo tipo di prodotti, non hanno aspirazione di raggiungere i percorsi della grande distribuzione, di conseguenza è vitale la qualità della viabilità stradale per la distribuzione dei propri prodotti; meritano attenzione anche per un discorso di salvaguardia, di tutela e di valorizzazione di questi prodotti di indubbia qualità, così da conservare anche la rappresentatività del territorio.

Dal punto di vista turistico per Monte Sant'Angelo nell'ultimo decennio c'è stato l'aumento di una meritata considerazione sia per l'importanza storica sia per le bellezze architettoniche, ed è anche aumentato il flusso del pellegrinaggio religioso alla Celeste Basilica dell'Arcangelo Michele, probabilmente influito dalla notevole popolarità che San Giovanni Rotondo ha acquisito grazie al pellegrinaggio a San Pio da Pietrelcina e che ha denotato di riflesso un aumento di tale pellegrinaggio verso la Basilica di San Michele, includendola tra le mete di maggiore interesse del proprio viaggio turistico-religioso. A questo proposito una nota negativa è rappresentata dalla S.S. 272 che collega Monte Sant'Angelo a San Giovanni Rotondo, sulla quale ci sono dei tratti stradali dove è difficoltoso il transito con comuni mezzi di trasporto, ma soprattutto incontrano serie difficoltà i mezzi pesanti di trasporto persone (es. pullman).

L'ammodernamento della S.S. 272 in questo tratto e di tutta la rete stradale merita dunque un'attenta valutazione, includendolo tra i parametri di ottimizzazione della ricettività turistica. E' importante inoltre includere in questa considerazione che San Giovanni Rotondo rappresenta anche un centro in continuo sviluppo che offre lavoro e processi economici e quindi mobilità di risorse anche umane, senza dimenticare che rappresenta, con la Clinica "Casa Sollievo della Sofferenza" il punto di riferimento sanitario per tanti ammalati bisognosi di assistenza.

Ovviamente le considerazioni fatte sin ora vanno anche nella direzione di migliorare la sicurezza stradale, per evitare incidenti e danni a persone e cose, e per la salvaguardia di animali che vivono allo stato brado in tutto il territorio. Per migliorare seriamente la sicurezza stradale e la viabilità c'è bisogno di una continua e costante manutenzione: lo stato del manto stradale della maggior parte delle strade provinciali dell'entroterra garganica versa in condizioni seriamente compromesse che inficiano sui comuni e semplici spostamenti degli abitanti. La manutenzione ordinaria delle strade potrebbe rappresentare ‘la chiave di volta' per evitare incidenti stradali mortali. Nell'ultimo periodo sulla S.P. 55 che va da Monte Sant'Angelo alla frazione di Macchia, hanno perso la vita 2 giovani motociclisti a distanza di pochi giorni l'uno dall'atro, senza tener conto dei continui incidenti di minor entità.  Episodi che fino a qualche anno fa erano rarissimi in quel tratto di strada.

Da una notizia del 3-08-2008 si apprende che il Consiglio Provinciale di Foggia ha dato il via libera a maggioranza alla nascita del servizio integrato di gestione e valorizzazione del patrimonio stradale, chiamato "Global Service"; l'allora assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Antonello Summa, illustrando tutto il percorso che ha portato all'istituzione di questo servizio ha dichiarato che con il Global Service, definendola come una rivoluzione copernicana ma gentile della viabilità di Capitanata, si sarebbe avuto uno strumento di gestione globale delle problematiche del territorio: manutenzione ordinaria, rimboschimento, opere di riassetto idrogeologico e di protezione idraulica, installazione di segnaletica orizzontale e verticale e di opere di protezione. Sarebbe stata bandita una gara europea per la gestione del servizio, entro la fine dell'anno, sulla base di tre lotti definiti per ripartizioni territoriali: "Gargano", "Tavoliere", "Sub Appennino". La spesa annuale prevista per l'appalto ammontava a 6.350.000 euro ogni anno per nove anni. Summa soffermandosi sulle prerogative del "Global Service", ha dichiarato che sarebbe stato utile "Per dare la possibilità a tutte le imprese locali di consorziarsi e di partecipare alla gara d'appalto, abbiamo abbassato al minimo i parametri economici. Questo come segnale di attenzione nei confronti dell'economia locale".

Su valutazioni fatte dall'attuale assessore provinciale ai Lavori Pubblici con delega alla viabilità Vito Guerrera, la "Global Service" è stata sospesa, per permettere così anche il recupero di 2 milioni di euro da reinvestire per la realizzazione di interventi su alcune strade provinciali del preappennino dauno, ma anche perché si voleva prima capire dove erano finiti 27 milioni e 500 mila euro che la Regione Puglia aveva destinato alla Provincia di Foggia  per il dissesto idrogeologico delle strade provinciali, 20 milioni dei quali erano destinati a progetti già presentati e a gare di appalto già effettuate,  lavori però mai iniziati. Insomma una bocciatura secca di uno dei progetti più ambiziosi della precedente amministrazione provinciale.

In una nota dello stesso assessore provinciale Guerrera del 24 novembre c.a. fa il suo primo bilancio sulla viabilità dopo 6 mesi d'amministrazione, dal quale si evince chiaramente che il grosso dei lavori portati a termine, appaltati o in essere, sono stati attuati nel Tavoliere e nel Sub Appennino. Vi riporto i dati: appaltati i lavori di ampliamento e la messa in sicurezza della S.P.109 che collega Lucera a San Severo;  approvato il progetto definitivo relativo ai lavori di ammodernamento e messa in sicurezza della S.P. 77 "Rivolese" (ex S.S. 545), l'arteria che collega Cerignola alla S.P. 141, insieme ai lavori di allargamento e di ammodernamento che partiranno a breve della stessa S.P. 141 (ex-statale delle saline), che la collega a Manfredonia; appaltati i lavori per la ricostruzione di due ponti crollati circa 30 anni fa: il primo è quello sul torrente Candelaro, sulla S.P 74, in agro di San Marco in Lamis, mentre il secondo ponte sarà realizzato sul canale Tecchia, sulla S.P. 60, in agro di Manfredonia; approvato il progetto esecutivo per la sistemazione della frana sulla S.P. 130, nel tratto Tertiveri-Alberona; approvato il progetto esecutivo per la realizzazione dello svincolo a livelli sfalsati sulla S.S. 16, relativamente alla costruzione della Strada Regionale n. 1, in merito alla quale l'esecutivo di Palazzo Dogana ha approvato lo studio di prefattibilità in merito alla realizzazione dell'arteria regionale che collega il casello di Poggio Imperiale a quello di Candela,  lunga circa 85 Km, era stata finanziata per un importo complessivo di 255 milioni di euro; la somma di 2 milioni di euro, originariamente stanziata per l'appalto del Global Service, è stata così ripartita:  1 milione di euro destinati alla S.P. 130, nel tratto che collega Roseto Valfortore al confine campano, 500mila euro per la sistemazione di una grossa frana sulla S.P. 125, alle porte di Faeto, 250mila euro per la S.P. 136 bis, nel tratto che collega Monteleone di Puglia al confine campano ed i restanti 250mila euro per la sistemazione del ponte sulla S.P. 13, vicino Lucera.

L'unico intervento eseguito e portato a termine sul Gargano è stato quello sulla S.P. 51, a circa 4 Km da Ischitella, per chiudere una grossa voragine che, nel mese di luglio scorso, ha causato la chiusura dell'arteria, lavoro da considerarsi oltremodo straordinario.

Un altro progetto interessante è quello che prevedeva il completamento della S.S. 693,  la Strada a scorrimento veloce del Gargano, presentato dalla Provincia di Foggia nel dicembre 2007 e sul quale si era avuto l'ok dall'ANAS per lo studio di prefattibilità.  l'Anas aveva comunicato alla Provincia l'inserimento nel piano degli investimenti 2007-11 del contratto di programma sottoscritto con il Ministero delle Infrastrutture, del finanziamento per il completamento della strada statale 693. Una prima tranche disponibile per la realizzazione dell'importante opera pubblica era individuabile nel piano ed era pari a 21.197.237 euro. L'accordo Ministero-Anas prevedeva anche che le somme non utilizzate per i progetti venissero destinate ad altri. In sostanza, oltre ai 21 milioni di euro nel periodo 2007-11, la strada a scorrimento veloce, avrebbe potuto beneficiare di ulteriori stanziamenti persi da altre progetti non finanziati. Lo studio di fattibilità presentato a Palazzo Dogana prevede un'infrastruttura della lunghezza complessiva di 11 chilometri e 650 metri, divisa in due tratti che consentiranno che la strada a scorrimento veloce colleghi Vico del Gargano a Mandrione (Vieste). Costo complessivo del progetto: 144 milioni di euro. L'infrastruttura avrà due corsie (di 3,75 metri ciascuna) e 2 banchine (1,50 metri). Ottimo progetto, ma non mi è riuscito sapere se ha avuto dei risvolti.

Da questi dati si evince con chiarezza l'assenza di lavori d'intervento sulla rete stradale che mette in collegamento i comuni dell'entroterra garganica.

Un motivo in più per considerare un'attenta rivalutazione delle priorità sui lavori di ammodernamento della rete stradale provinciale e di tutto il territorio dell'entroterra garganica è la candidatura a patrimonio dell'UNESCO di Monte Sant'Angelo, che porterà lustro di certo a Monte Sant'Angelo, ma anche a tutto il Gargano e alla provincia di Foggia, con un aumento ulteriore del flusso turistico e della mobilità ordinaria e straordinaria di automezzi.

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