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Un Gargano più unito?

I tanti commenti degli amici di facebook
articolo di Gaetano Berthoud


Attualità  29/11/2008 11:50
Anche questa settimana pubblichiamo i tanti commenti ricevuti sul nostro gruppo di Facebook "Io Sono Garganico". Il tema proposto ai tanti iscritti (ieri abbiamo superato i 1.000) ha prodotto anche questa volta interessanti spunti su cui riflettere, ma soprattutto una certa positività nel credere in una forte reazione alle tante politiche sbagliate fatte nel tempo. La domanda rivolta a tutti era se credere in un Gargano unito dove le tante peculiarità ed i vari paesi riuscivano ad amalgamarsi dando vita ad una grande forza Garganica, o se continueremo a vivere di campanilismo tra paesi, a volte alimentato dalle istituzioni, altre volte rinnegato, il più delle volte dovuto ad un reale isolamento dei nostri paesi.

Oggi tanti sistemi ci permettono di parlare tutti insieme, garganici vicini e lontani, possiamo pian piano lasciarci alle spalle "la solita storia", intanto vi invito a leggere i tanti commenti riportati qui di seguito. Grazie e continuiamo a parlare tutti insieme...

Lorenzo Bisceglia  

bè speriamo di essere + uniti,il salento insegna. Ciao da un Mattinatese!

Marco la Torre  
ragazzi il gargano nn arriverà purtroppo mai a essere come il salento, a far sentire le proprie richieste in regione.. dobbiamo fare qlkosa.. tanti i problemi: le infrastrutture come strade e ospedali, pubblicità a livello nazionale, ma il problema vero è la mentalità dei nostri politici.. un saluto da un viestano. IO CI CREDO NEL GARGANO

Stefano Tartaglione  
Io penso che non si possa superare il campanilismo ma si DEBBA farlo per poter valorizzare al meglio il nostro territorio che è spesso sottovalutato anche dai suoi stessi abitanti. Sarebbe una buona opportunità di crescita anche economica :)

Francesca Francavilla  

Credo che sia possibile pensare pensare al gargano come ad un'entità non solo geografica ma anche culturale, che possa superare il campanilismo delle singole identità locali. Ritengo, però, che tali spcificità debbano essere custodite gelosamente da ognuno, altrimenti correremmo il rischio di una "globalizzazione garganica". Il lavoro è arduo e richiederebbe, oltre ad uno sforzo intellettuale e culturale, un impegno da parte delle istituzioni locali. Sono fiduciosa.

Nicola Liguori  
il gargano è un mondo a parte e deve vivere.

Francesco Di Perna  
Ciao a tutti. A mio avviso il campanlismo di molti paese del Gargano si supera solo rafforzando l'identità garganica e valorizzandone il significato. Ma questo puo' avvenire solo quandi si raggiunge un ragionevole grado di benessere, ben lontano da quello attuale.


Enzo Luciani  
Fare unione sarebbe fondamentale (essere uniti non significa essere o diventare uguali).
Purtroppo gli ischitellani già non si danno una mano l'uno con l'altro (ad Ischitella) figuriamoci con gli altri garganici (nel gargano). :-(

Benedicta Pretorino  
Se tra i paesi del gargano il termine" campanilismo" assumesse un' accezione positiva quindi venisse interpretato come "attacamento ai valori e alle tradizioni", sono sicura che potrebbe portare ad una collaborazione positiva tra gli stessi centri con una conseguente crescita che andrebbe a giovare TUTTI!!!dal piccolo al grande imprenditore, all' artigianato locale che è la vera anima del gargano! Ci vorrebbe un grande sforzo culturale ed un pò più di elasticità ed apertura al rinnovamento!

Matteo Peroni  
gargano provincia a parte...manfredonia capoluogo

Adriana Cannito  
Il campanilismo è un atteggiamento ostinato a credersi il migliore, è un attaccamento radicale alla propria città e alle proprie tradizioni e porta purtroppo alla rivalità tra le genti(tradizioni, posisizioni politiche o calcistiche). Il problema è che se non è tenuto sotto controllo sfocia in atti vandalici pericolosi. Esistono rivalità ataviche che durano da secoli. Spesso non andiamo d'accordo con i nostri vicini di casa, figuriamoci se vogliamo essere più dolci con persone con altri modi di pensare e con tradizioni differenti. La speranza è l'abbattimento dei pregiudizi, delle invidie, dell'odio. Solo così è possibile un'apertura verso "l'altro" e verso gli altri, cercando di stabilire un dialogo e un'unità garganica in primis, pugliese in secundi..nazionale..e magari multiculturale.
    
Matteo della Malva  
il campanilismo per me lo vive solo la persona ignorante, io sono si viestano, come anche garganico ma sopratutto cittadino del mondo, preferisco di certo alcuni posti ad altri,ma nn mi dispiace il paesaggio montano come quello marino, con il paesaggio intendo anche le tradizione e le socità che vivono in questi posti...ho rapporti con tutti i paesi garganici perchè vieste non è l'unico posto nel quale potrei stare tutto il tempo e trovare tutto quello che mi serve, e quindi perchè avere dei nemici altrove, un gargano unito senza distinzioni...

Giuseppe Pio Soccio  
IO SONO GARGANICOOOOO!!

Michele Montanaro  
Cerchiamo di non essere campanilisti come i salentini e avremo risolto tutti i nostri problemi

Stefania Presutto  
non posso non dare una definizione negativa di campanilismo, che secondo me è difendere strenuamente le proprie radici senza voler guardare oltre.. questo atteggiamento terminerà solo quando capiremo che globalizzazione non è solo omologazione ma anche e soprattutto "villaggio globale" e, come ogni villaggio, anche il nostro "gargano" è formato da singole unità con peculiari identità che insieme formano una "destinazione" riconoscibile..

Mario Gioiosa  

domanda: quanti di voi conoscono almeno i nomi tutti i paesi del Gargano (senza sbirciare sulla cartina ovvio!)

Francesco Morelli  
reputo che il campanilismo sia il lato negativo del forte senso di appartenenza ad un territorio, quindi forse è il minore dei difetti che uno possa avere.. ma per il nostro gargano la situazione è un pò particolare: nonostante le bellezze della nostra terra, nel resto dell'italia il gargano non è molto conosciuto, soprattutto dai giovani ( che magari sono stati in salento ma da noi non hanno mai messo piede) e da gente del nord, a meno che non abbiano origini locali. Queste persone del gargano sanno a malapena che esista vieste, spesso non sanno nulla di foresta umbra, tremiti, peschici, m. sant'angelo (tanto per dirne alcuni)! Se a tutto ciò si aggiungono divisioni interne che portano i vari paesi a contrastarsi, e quindi ad annullarsi a vicenda,si rischia che il gargano continui ancora a non creare il richiamo che gli spetterebbe se riuscisse a creare un'immagine unita e comune di sè

Michela Masullo  
penso che il gargano sia una realtà abbastanza complessa: estremamente varia e affascianante ma per certi versi contraddittoria...fatto di paesi, persone, simili tra loro ma molto spesso così lontani a causa della mancanza di dialogo (oltre che di iinfrastrutture adeguate)..nonchè dell'ostentare l''identità di paese che prevalga su un''altro..c'è un'identità - maggiore- in noi come popolo del gargano ma non viene ammessa, o meglio non esce fuori come dovrebbe: sappiamo di esserlo, noi siamo del gargano e non del salento - per dire, no - eppure non ci sentiamo tali all'esterno..come se non fossimo sicuri di ciò che siamo, come se non sentissimo abbastanzai forte il richiamo ad unirci sotto un'unico nome.....non mi sembra giusto e soprattutto adeguato nel 2008...che poi nel mondo ci siano tante contraddizioni va bene...ma è un'altro paio di maniche...temo che il gargano rischi di rimanare chiuso all'esterno e diviso all'interno....e sarebbe un vero peccato...

Sergio Sodero  
il gargano ha tutto per diventare una realtà indipendente . non siamo puglia e nemmeno molise. siamo il GARGANO. MARE LAGHI MONTAGNE FORESTE TURISMO PESCA AGRICOLTURA STORIA CULTURA RELIGIONE......OCCORRE SUPERARE ANTICHI E STUPIDI CAMPANILISMI E RAGIONARE ALL'UNISONO PER IL BENE DI QUESTO SPLENDIDO TERRITORIO.

Vanessa Piemontese  
Beh , sicuramente l'unione tra tutti i paesi garganici sarebbe l'inizio di un futuro più roseo....ma continuo ad asserire che il reale problema è la mancanza di infrastrutture : quelle esistenti non sono al passo con le realtà a noi adiacenti....basti pensare al Salento....fino a una decina di anni fà, le strutture ricettive del Salento si potevano contare sul palmo di una mano...ed ora.....il Salento è diventata una delle mete italiane più ambite .....perchè...perchè?? Perchè ci hanno creduto??? Perchè hanno investito???
La domanda che io mi pongo è....come si può pensare ad una realtà unica se o momenti non si pensa neanchè più alla propria????

Fabio Coruzzi  
un giorno tutti i garganici si riuniranno e sapete quando? Quando emigreranno tutti in Australia, poi si riuniranno nelle associazioni residenti all' estero e , trovandosi tutti insieme a 13000kn da casa, capiranno quanto era importante il fare le cose assieme. Non si chiama campanilismo, si chiama individualismo forzato dalla cultura televisiva del tinculoperprimo, cultura della quale noi meridionali restiamo ancora campioni imbattibili. Il fatto che votiamo sempre per la stessa gentaglia, quelli che ci svendono, dimostra la teoria. Nonostante tutto, rimango un' ottimista.

Domenico Mascolo  
io credo ke la risposta debba trovarsi nella sbagliata politica, effettuata anni addietro, dalla regione puglia e dalla provincia di foggia... la regione ha stanziato fondi notevoli x lo sviluppo progressivo del salento( anke xke la max parte dei governatori della ns regione ahimè ha origini salentine o baresi, e nn conosce affatto le potenzialità delle ns terre), poi dalla nostra mancata coesione, sia a livello xsonale, noi garganici nn ci conosciamo affatto... cioè io san nicandrese d.o.c. ho al max qualche amico cagnanese e apricenese. Poi noi siamo i primi a nn conoscere e le bellezze delle ns terre, nn parlo solo della natura, ma anke dei reperti archeologi che si trovano sul territorio; inoltre nn conosciamo la storia di queste... Poi tutti gli aneddoti e le leggende garganiche potrebbero portare migliaia di turisti, icuriositi dalla genuinità di queste, cn le quali si potrebbero scrivere libri che servirebbero x sovvenzionare la (ri)nascita della cultura turistica...

Francesca Ciuffreda  
Non dobbiamo più andar via...il nord è pieno zeppo di garganici! Senza il capitale umano non è possibile niente! Se non ci sono giovani, quale cambiamento è possibile? Le risorse umane sono fondamentali per realizzare qualunque tipo di progetto...
Diamo valore alle università pugliesi...più iscritti, più risorse, più sviluppo!!
Non possiamo continuare ad emigrare come 50 anni fa...il nord non è infinito...il bacino di utenza finirà anche li! Rischiamo qui, mettiamo in gioco...nella politica, nell'imprenditoria ecc. CREDIAMOCI PRIMA DI TUTTO!

Teresa Ciavarrella  
IO SONO GARGANICA NEL CUORE E SENTO DI DOVERMI ISCRIVERE A QUESTO FORUM... MA NON FACCIAMO GLI IPOCRITI.. è FACILE PARLARE QUANDO SEI GIù A CASA E NON TI MANCA NULLA.. AL NORD NON SI STA BENE COME AL SUD AL NORD C'è UNO STILE DI VITA COMPLETAMENTE DIVERSO DAL SUD... MA AL NORD NON HO MAI SENTITO NESSUN POLITICO CHE TI FA ENTRARE A LAVORARE IN FABBRICA , MAGARI AD AMMALARTI DI TUMORE, TRAMITE UN LAUTO COMPENSO E UNA RACCOMANDAZIONE FORTE.. MI DISPIACE MA FINORA AL SUD NON è CAMBIATO NIENTE.. E LA GENTE CON UN Pò DI INTELLIGENZA COME ME NON è DISPOSTA AD ABBASSARE SEMPRE LA TESTA

Matteo della Malva  
investire si,ma in cosa? nelle infrastrutture di certo, ma è sbagliato pensare ancora nei posti letto, almeno a vieste basta c'è ne sono troppi bisogna differenziare l'offerta nn solo hotel residence ma altro... il nord punto e basta, ho frequentato per un anno biella... preferisco vivere in una torre di pietra senza acqua e luce e nn vivere nel piemonte, milano... traffico stress monotonia zanzare a go go, nemmeno in una palude ci sono cosi tante zanzare, la gente in base agli orari parlano tutti delle stesse cose, a fine lavoro si parla della giornata lavorativa al mattino della giornata lavorativa che verrà...

Antonio Skuko
 
UNITI PER IL GARGANO.....credo che sia un vero peccato non avere una "identità garganica" non sentirsi parte e protagonisti di una terra che offre mille risorse...... cagnano + carpino + ischitella + lesina + mattinata + monte Sant'Angelo + peschici + poggio imperiale + rignano + rodi + San GiovanniRotondo + San Marco in Lamis + vico del gargano + San Nicandro garganico + vico del gargano + vieste + isole di tremiti + apricena + san severo + torremaggiore + foggia + apricena + manfredonia.....tutto il tavoliere si deve sentire unito e si deve identificare nella parola GARGANICO.... un bacio alla " AMATA TERRA" da un GARGANICO FIERO&FELICE DI ESSERLO!!!
ant.

Francesca Ciuffreda  
Non biasimo chi è andato via e continua a farlo! Ma apprezzo di più chi resta anche con 600 euro al mase...nella propria terra, rischiando e mettendosi in gioco! La politica e il sistema lo fanno le persone non gli extraterrestri...se si cambiano i gestori, forse qualcosa può cambiare. Non si può imputare sempre tutto a chi è stato prima di noi...se nn ci sono nuovi candidati, come si fa a cambiare? facciamo sempre e solo critiche distruttive, mai una proposta concreta con un inizio e una fine! Sti cavolo di politici se ne andrenno "in pensione" prima o poi...ma se nn ci siamo noi, nuova generazione, a dare il cambio di guardia...rientreranno i loro figli, generi, nuore, suocere, nonne...molto, ripeto, dipende da noi giovani, se andiamo via gli facciamo solo un piacere, non avranno nessuno kon cui confrontarsi!

Lucia Mastroiorio
Sono nata e cresciuta a San Menaio...Credo che lo spirito di appartenenza alla propria terra sia un elemento connaturato in tutti noi, ma spero anche che la condivisione degli stessi problemi e delle stesse e identiche speranze possa unirci tutti. Non importa a quale paese apparteniamo siamo tutti Garganici!

Francesca d'Atri

sono d'accordo con Lucia quando dice che "non importa a quale paese apparteniamo siamo tutti garganici", grazie dunque a chi sta cercando di farci aprire gli occhi, a chi da anni cerca con impegno e passione di fare qualcosa di buono e di utile per la nostra terra aldilà della politica e dell'interesse personale, grazie a chi è capace di ricoprire ruoli importanti pensando solo a quello che è più giusto per il gargano, per la gente, per i giovani. sono convinta che i nostri politici ci abbiano abituati all'idea che dietro ogni decisione da prendere, ci sia un muro più alto da scavalcare, e alla fine nessuno ha voglia di prendersi le proprie responsabilità. ma noi siamo garganici, non possiamo permetterci il lusso di pensare che qualcun'altro arriverà a fare per noi la cosa più giusta. diamoci da fare allora.... garganici ci siete??

Alessio Candelma
I limiti di una terra sono nella testa di chi la vive, ed i limiti del Gargano sono solo ed esclusivamente nella testa dei Garganici. Non biasimo chi emigra ma le risorse di una terra sono prima di tutto le persone, perse queste perso tutto, anche il futuro... Ed è inutile nascondersi dietro il solito alibi di una mentalità che molti, non so in base a quali criteri, giudicano "sbagliata". La gente del sud non ha niente da invidiare ad altre popolazioni anzi!!! E questo gruppo ne è la dimostrazione. Chi va via fa solo gli interessi di altre terre regalando a queste risorse che non si merita e che non gli spettano, aiutandole a crescere sempre più a svantaggio della nostra. Chi va via lo faccia liberamente ma almeno rispetti chi rimane evitando di offenderla con le solite chiacchiere, gente che sicuramente rimanendo dimostra più coraggio degli altri. Un conto è dire Io Sono Garganico, una altro è Meritarsi di essere Garganico lavorando e sudando per esso.

Domenico della Salandra  
voglio rispondere ad alessio ...io vivo a milano da circa 10 anni e il mio " contributo " x meritami di poter dire sono garganico fa parte di un lavoro lungo e continuo nel parlar bene della mia terra. lavorando nel campo della ristorazione elogio quotidianamente con i miei clienti le mie origini...comunque sia... ognuno puo far qualcosa xMERITARSI di essere garganico l importante e' collaborare.. ciao alessio

Sergio Sodero  
IL PROBLEMA è NELLA TESTA DURA DEI GARGANICI CHE NON GUARDANO AL DI LA' DEL BENESSERE DEL PROPRIO GIARDINO. MA CHIEDIAMOCI PERCHE' NON ABBIAMO UN AEREOPORTO COME SI DEVE, UNA SITUAZIONE FOGNARIA E DI DEPURAZIONE DA TERZO MONDO, UN'ASSISTENZA SANITARIA INADEGUATA ALLA VASTITA' DEL TERRITORIO, UN ABUSIVISMO EDILIZIO INCONTROLLATO E LA GARGANICA CHE INUTILMENTE VA DA RODI A CALLENELLA.......MEDITIAMO ED AGIAMO ALMENO NELLA TESTA DELLE NUOVE GENERAZIONI

Domenico Prencipe  
Il campanilismo sul Gargano esiste, è inutile negarlo. Odio ed invidia sono si diffusi gratuitamente e senza una specifica ragione tra le varie città. Dopotutto è ovvio: ogni città del Gargano ha tanto, troppo da raccontare... storia, bellezze architettonice, bellezze naturali, cultura e tradizioni. Ogni città del Gargano ha insomma una sua identità precisa. Il nostro senso di appartenenza alle rispettive città è forte. Ma basando questo sulla mia esperienza, posso affermare che basta poco per rendersi conto delle magie che circondano ogni altra città, e per farsi affascinare immediatamente da essa. Per me è successo questo a Vico del Gargano, dopotutto ci ho passato solo 5 giorni durante l'estate, ma per me sono state delle giornate colme di emozioni e di intense riflessioni; così come posso affermare per Vieste, città splendida, e San Giovanni Rotondo, ormai la mia seconda patria. Monte Sant'Angelo è una delle mie ragioni di vita, ma sarei stupido a pensare che il suo sviluppo possa prescindere da quello delle altre città del Gargano... Le identità all'interno del Gargano sono tante, ma con tantissimi punti in comune: bisogna cercare di far forza su di essi... solo in quel momento il "campanilismo" sarà meno aspro e diventerà un punto di forza!

Dina Crisetti  

Credo di sì e che sia ora di cominciare a ridefinire la nostra identità al di là di ogni campanilismo, basta cominciare con l'evidenziare i punti di forza di ogni paese e metterli in "rete". Le proposte dal basso, però, credo non siano sufficienti. occorre il concorso delle istituzioni.


Per tutti gli utenti che volessero aggiungersi al gruppo dI facebook "Io Sono Garganico", il link è: questo

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