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Parole parole... soltanto parole per il verde del Gargano
articolo di Nello Biscotti


Attualità  28/10/2008 10:34
Questi incontri non servono a niente (Gestione sostenibile dei boschi in area mediterranea, convegno NDR). Si parla e si parla ma non si arriva a nulla.
Noi continuiamo a proporci affinchè il verde venga gestito. La natura non può più farcela da sola. Sul Gargano il problema della rinaturazione è palese. Con l’abbandono delle campagne si stanno avendo delle conseguenze disastrose. Se smetti di arare si forma una massa vegetale che noi chiamiamo “pioniera”, che crea un maggior rischio incendi perché la massa che si crea è altamente infiammabile. Le aree che prima erano adibite a pascoli oggi si strutturano in macchie.

Ma ora diminuisce il bestiame, spariscono i contadini e intanto le superfici non boscate bruciano. Nonostante l’Unione Europea ci imponga di mantenere la biodiversità, non ci riusciamo. Molti non sanno nemmeno che l’80% del territorio del Gargano è area protetta. Ed è per tutta questa serie di ragioni che dico che tutti questi convegni non servono proprio a niente. Dal Molise in su è già diverso. Ma il discorso è molto più ampio.

Parlare di rimboschimento, prati, boschi e del pericolo incendi non serve a nulla se viene meno il sostegno all’agricoltura. L’attività agricola è l’unica ad essere produttiva nel territorio ma nessuno vuole fare più questo mestiere.
E cosa succederà? Che fine faranno paesi come Carpino, Vico, Peschici, Monte che da sempre vivono di agricoltura? E’ l’unica attività che produce reddito qui nel Gargano. Quale futuro può avere il territorio se i politici locali non fanno nulla per incentivare i giovani e non solo loro, ad entrare nel mondo dell’agricoltura?

Tra dieci anni i prodotti tipici saranno spariti. Oggi i politici si riempiono tanto la bocca con questi prodotti tipici ma non sanno che li stanno perdendo. Questo proprio perché non c’è più nessuno che vuole lavorare la terra né valorizzarla.

La catastrofe di Peschici può insegnarci a ridisegnare il nostro rapporto con lo straordinario paesaggio costiero del Gargano, sul quale si regge l’industria turistica. Un disegno che deve poggiare su principi scientifici. La scienza della vegetazione può dirci molto anche in merito agli incendi e aiutarci ad affrontarli e a gestirli. L’area garganica infatti, può prestarsi come esperimento pilota a carattere nazionale per un nuova programmazione del verde, che si rivolga cioè alla pianificazione del territorio tutto e delle aree naturali in particolare, secondo logiche di rispetto della salvaguardia della vita umana, degli ambiti naturali e delle economie locali che incidono su detti territori. Ma chi, oggi, pensa davvero al verde?

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