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Viaggio nell'architettura del Gargano

Rodi Garganico e il suo centro storico
articolo di Michele Giglio


Cultura 15/06/2008 12:51
Il viaggio nell’architettura locale del Parco Nazionale del Gargano, interesserà in questo articolo il centro storico di Rodi Garganico, sicuramente uno dei più suggestivi per la sua posizione a picco sul mare. Le analogie con le architetture degli altri paesi garganici sono evidenti:
- i tetti hanno il manto di copertura in controcoppi e coppi e sporgono dai muri perimetrali grazie alla “romanella” (costituita da file sovrapposte di coppi incassati nella muratura), che consente lo scolo delle acque piovane lontano dalle facciate;
- gli stretti vicoli, purtroppo solo in parte ancora pavimentati con le antiche basole in pietra;
- le ringhiere in ferro ad elementi verticali dei balconi alla romana;
- le mensole in pietra su cui poggiano i balconi e quelle per il posizionamento dei tendaggi davanti alle finestre.

Un elemento distintivo ed atipico è sicuramente il gran numero di palazzi signorili dal numero di piani superiore ai tre e dagli elementi architettonici più ricercati. Si pensi ai cantonali bugnati, ai cornicioni dei tetti, ai balconi che si sviluppano interessando quasi per intero le facciate, ai disegni delle ringhiere in ferro ed ai portali bugnati; a testimonianza della ricchezza del paese e dell’importanza raggiunta durante l’intero XIX secolo.

Gli elementi architettonici ricorrenti su cui si vuole focalizzare l’attenzione sono: i portoni in legno, con relativi portali in pietra, ed i comignoli. Sicuramente l’immagine di Rodi impressa nei visitatore è sintetizzabile nella frase: “piccole case bianche con un enormi comignoli”.

Diffusi principalmente nei centri storici dei comuni di Vico del Gargano e di Rodi Garganico, i comignoli evidenziano una costante ricerca nel combinare funzionalità ed estetica di una delle componenti principali di un’abitazione; tant’è che si possono ritenere, se si escludono ovviamente gli elementi in pietra che arricchiscono portali, finestre, balconi e loggiati, l’unico elemento distintivo dell’abitazione e per questo la forma era sempre più ricercata e curata. Sicuramente i comignoli rappresentano l’espressione architettonica più eccelsa dell’architettura locale; infatti  è facile intuire che in ogni nuova realizzazione c’era un tentativo del “mastro” di superare se stesso ed i colleghi ed una volontà del proprietario di non avere eguali.

A Rodi, al contrario rispetto a Vico, si riscontra una maggiore cura dei comignoli esistenti ed una maggiore attenzione nel tramandarli; bisogna dire inoltre che mentre a Vico le tipologie di comignoli sono numerose, a Rodi la tipologia predominante, affinatasi sicuramente nell’800.

L’altro elemento architettonico caratterizzante l’architettura di Rodi sono i portoni in legno ed i portali in pietra. La tipologia dei portoni garganici presenta il telaio all’interno ed il rivestimento, in genere a tavole poste affiancate verticalmente, all’esterno. Un motivo per il quale era usata questa tecnica costruttiva è legata al fatto che il rivestimento esterno non ha bisogno di particolari lavorazioni e quindi risulta decisamente più economico rispetto alla tipologia (diffusa principalmente nel centro Italia) con telaio esterno. Addirittura nelle porte di stalle o depositi il telaio interno, in quanto aveva mera funzione strutturale, era realizzato con pezzi di legno di risulta.

In alcuni casi il rivestimento esterno del portone si presenta solo nella parte bassa in legno a vista, invece per la quasi interezza una lamina di stagno inchiodata protegge le ante. Tale tecnica è stata sicuramente adottata negli ultimi decenni ed è poco diffusa in area garganico; altri esempi li ritroviamo a Vieste e Pechici, a testimonianza di come nei paesi a diretto contatto con il mare c’è una maggiore necessità di proteggere il legno.

In altri centri garganici solamente la predella in basso al portone è rivestita con lo stagno, tutto il resto della porta è lasciato a vista e pitturato (colori più utilizzati sono il verde ed il marrone). Sempre in riferimento ai la ferramenta di chiusura ha subito diverse modifiche come testimonia la presenza del lucchetto di sicurezza e le diverse toppe per le chiavi.

Lo stesso non si può dire per il portone d’abitazione con portelli secondari; ogni elemento dell’antica ferramenta di chiusura, e probabilmente anche quelli della ferramenta di sostegno, è rimasto invariato: batacchio; toppa di chiave, foro per il chiavino (che consente di manovrare il paletto a saliscendi, elemento di chiusura secondario utilizzato durante l’arco della giornata); ed una maniglia. I chiodi utilizzati per unire il doppio strato di legno, necessario viste le dimensioni del portone, sono posti in opera in maniera da riprodurre un disegno; invece la predella di protezione dall’umidità di risalita della base del portone è costituita da tavole in legno inchiodate al rivestimento.

Una particolarità riscontrata in diversi portali in pietra, che consentono l’accesso a cortili scoperti, è il disegno curvilineo degli stipiti, tentativo di ricercare una concavità verso la strada e quindi un invito all’ingresso.

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