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Viaggio nell'architettura locale del Parco del Gargano

Il centro storico di Monte Sant'Angelo
articolo di Michele Giglio


Cultura 22/04/2008 09:01
Monte Sant’Angelo, per anni principale Centro Culturale e Religioso del Gargano, ha il nucleo edilizio antico che conserva ancora oggi caratteristiche tipologiche ed architettoniche originarie, situazione che si riscontra in pochi altri centri garganici. Gli interventi di recupero di edifici esistenti sono stati limitati, probabilmente per le ridotte dimensioni delle abitazioni, che in gran parte, quindi, sono rimaste disabitate. Infatti, trattandosi principalmente di edifici affiancati ad unico piano, si prestano poco a modifiche interne e soprattutto ad ampliamenti ricorrendo all’aggregazione di più unità abitative.

Dalla strada che conduce a Manfredonia, proprio circoscrivendo il centro storico, è leggibile una pianificazione che è stata alla base dello sviluppo del paese: case ad uno o due piani si affiancano seguendo l’orografia del territorio. Attualmente, per motivi di praticità costruttiva e per esigenze del rispetto delle normative antisismiche, è raro riscontrare una simile armonia tra costruito e paesaggio. La tipologia edilizia, riprodotta in serie nel centro storico di Monte Sant’Angelo, presenta caratteristiche costruttive ed elementi dell’architettura garganica, sono gli elementi costruttivi “ricorrenti” ed il ripetersi di un’unica tipologia edilizia che conferiscono un’immagine unitaria al paese; i tetti di copertura sono a due spioventi;  il manto di copertura è in coppi tessuti alternativamente in file di elementi dritti e rovesci,  leggermente aggettanti per lo sgrondo dell’acqua piovana;  i canali di raccolta delle acque meteoriche sono realizzati direttamente nella muratura; il comignolo diventa ancora una volta l’elemento simbolo dell’abitazione, in genere posto in uno degli angoli dell’abitazione, luogo deputato ad ospitare il camino; la porta d’ingresso ha l’infisso in legno costituito da una vetrina a due ante apribili all’esterno e da uno scuretto interno, sistema di chiusura indispensabile per dare luce ed aria ad abitazioni che in genere avevano un’unica finestra.

Un esempio di abitazione unifamiliare ad unico piano  è presente in Largo Giulio III: si evidenzia il comignolo in muratura ai quattro venti con fori schermati da velette, elemento architettonico predominante e ricercato rispetto agli altri presenti; ed il canale di raccolta delle acque piovane ricavato direttamente nella muratura perimetrale e l’elemento in pietra, terminale di scolo.

Dal belvedere sul Golfo di Manfredonia si coglie la varietà delle micro-architetture, così possono essere definiti i comignoli, che disegnano il profilo del centro storico. In Via della Rampa si susseguono comignoli in muratura di dimensioni notevoli a due e quattro venti; quelli a due venti hanno il coronamento a capanna realizzato con coppi ricoperti di calce; quelli ai quattro venti, alcuni dei quali attualmente con i fori per l’espulsione chiusi perché non in uso, hanno il coronamento piramidale ed i fori o nella parte bassa o in quella terminale; in quest’ultimo caso sono realizzati con coppi posti in opera verticalmente ed a capanna.

Sempre dall’alto si colgono le caratteristiche dei tetti di copertura: a due falde, come detto, con manto di copertura in coppi e controcoppi, che semplicemente aggettanti sgrondano l’acqua piovana nei canali realizzati lungo i muri perimetrali; la facciata principale coronata da una doppia fila di coppi copre il tetto retrostante essendo prolungata fino al colmo dello stesso.

Un altro interessante scorcio dell’antica Monte Sant’Angelo si coglie in Largo Dauno, dove primeggia un’abitazione unifamiliare con: “pieddo” d’ingresso, con ringhiera in ferro ad elementi verticali a sezione circolare; cucina monacesca in un vano indipendente, che si raccorda al comignolo con una canna fumaria a piramide tronca; comignolo ai quattro venti con coronamento piramidale e velette. Sempre in Largo Dauno  troviamo uno svettante comignolo di cucina monacesca ed un ormai raro canale di raccolta delle acque meteoriche del tetto costituto da elementi in pietra e sorrette da mensole incassate nella muratura; entrambi gli elementi sono ancora perfettamente funzionanti.

In Via Altalena invece è riportato l’elemento in pietra che funge da raccolta e scolo  delle acque piovane provenienti dal tetto; tale elemento, che ha un foro per consentire la fuoriuscita dell’acqua, è incassato nella muratura. E’ intuibile che tale “vaschetta” dia la possibilità di convogliare le acque, attraverso la chiusura o l’apertura del foro, all’interno dell’abitazione, presumibilmente nella cisterna. Tale elemento in pietra, che ritroviamo quasi esclusivamente nel centro storico di Monte Sant’Angelo, pochi esempi sono stati riscontrati a Vico del Gargano, è presente nella maggior parte delle abitazione caratterizzandone la facciata.

Nota negativa del nucleo antico, purtroppo, è la sostituzione degli infissi in legno con quelli  in alluminio, che garantiscono una minore dispersione del calore, ma nel contempo non consentono un inadeguato ricircolo di aria e “mortificano oltremodo le facciate degli edifici.

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