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Etimologia del nome Gargano

Belenus Gargano, San Michele Gargano
articolo di Antonio Romano


Cultura 01/12/2007 13:14
Per i Celti il bosco sacro era il nemeton, termine che deriva dalla stessa radice di nemus. Questo nemeton celtico era il “drunemeton”, il boschetto sacro di querce (gli unici santuari dei Britanni insulari e dei Germani), luogo di riunione e di culto delle tribù celtogalate. Più in generale  era il “tempio druido” in mezzo alle foreste, appartato dal gruppo sociale del quale era tuttavia il completamento spirituale indispensabile.

Gli scrittori romani ricordano il Gargano coperto da un'unica immensa distesa di foreste, il “Nemus Garganicum” e Virgilio cita il Gargano e lo definisce “Nemetun Garganum” foresta Garganica. Si usavano spesso anche i dolmen ( ad es. quello di Molinella a Vieste distrutto da uno sbancamento nel 1981 <<dolmen-Cippoloni Sampò – 1981>>) ed i menir megalitici, già realizzati dalle precedenti civiltà, per rappresentare una continuità tra l’uomo ed il firmamento. Su pietre tombali risalenti al VII-VI sec a.c. , oggi custodite presso il museo di Manfredonia, rinvenute tra la foce del Cervaro e quella del Candelaro, dove probabilmente sorgeva la Siponto preromana, si trovano diversi elementi iconografici che fondono fatti di vita quotidiana e scene di combattimento, in cui i guerrieri indossano elmi tipici della tradizione celtica.
Le credenze relative al boschetto sacro di Barenton, dove si era ritirato Merlino, esplicitano la funzione rappresentata in passato dai nemeton celtici. Del resto Barenton è la deformazione di Belenon, Belenus e/o BELENOS., il dio solare Gallico e  protettore delle pecore e del bestiame ( la più importante divinità della Gallia fino al 2.000 a.C., il suo culto era diffuso “nell’ex X Regio Agustea“ ad Aquileia (Ud), da cui deriva il culto Mitraico, raffigurato in una grotta con mantello, mentre viene sacrificato un toro e ai suoi piedi vi è uno scorpione ) il cui culto era diffuso nel nord/est d’Italia, da cui deriva il nome della città di Belluno  << O. Janovitiz – il culto solare nella X Regio-Ce.S.D.I.R.>>).

BELENOS è il padre di GARGAN dio silvestre. Gargan  è il pino con il quale Merlino è in stretto rapporto nella leggenda, al punto di essere considerato il progenitore del Garganatua di Rabelais << Jacques Brossé – Mitologia degli Alberi – p. 164>> alcune città del Nord/est d’Italia sono costellate di luoghi il cui nome si collega etimologicamente a quello di Gargan: Gargagnago (VR), Gargazon (Bz), Gargagnao (BS) , Gargaro (GO). I Romani identificarono indistintamente con Apollo una schiera di differenti divinità galliche tra cui, in particolare,  Belenos, così da potersi arguire che quelle popolazioni  che scesero fino allo Jonio, rasentando i grandi boschi del Gargano,  fossero i primissimi abitatori del Gargano , gli aborigeni italici che Virgilio poeticamente fa nascere come le driadi delle querce << M. Vocino – Lo Sperone d’Italia 1914>>. Ed infatti per i Galli la loro divinità <<Henri Dontenville - Mythologie française>> era un essere che era Padre e Figlio a un tempo. Come Padre, si chiamava BELENUS; equivaleva sostanzialmente ad Apollo, era il grande dio solare originariamente adorato dalle popolazioni pre-indoeuropee. In qualità di Figlio era sentito come più vicino alla terra, in qualche modo legato alle pietre, agli alberi e alle acque; si chiamava GARGANO.

Il territorio francese, per limitarci a questo, è costellato di luoghi il cui nome si collega etimologicamente a quello di Belenus (o Belen in francese) o di Gargano. Si tratta, a seconda dell'evoluzione fonetica delle varie zone, di Balan, Blesme, Belfait, Montbelair, Baleine, Blaine, Ballons, Corblin (la pietra di Belin), Blainville, Belmont, Montbel... Si tratta delle antiche roccheforti dei Galli, Gergobina e Gergovie; a Guérande, il castello Gorgon; si tratta di fiumi: Gorganne, Gorgonne, Gargonne, Gargonde; di alture: Gargatte, Jariatte... Non è raro che i due nomi si affianchino; oppure - e può essere ancor più sintomatico - non lungi dal luogo che richiama Belenus sopravvive (o sopravviveva fino a poco fa) una leggenda popolare il cui eroe è un gigante perlopiù chiamato Gargantua.

Purtroppo sappiamo ben poco dell'antico Gargantua. Dovette essere un personaggio di una certa importanza se, come nota Markale, la toponimia francese presenta una gran quantità di luoghi detti «passo di Gargantua», «poggio di Gargantua» e simili. Ritroviamo inoltre questo nome in toponimi quali il Mont Gargan nel Limousin, il Livry-Gargan nella regione parigina e persino nel nome del Monte Gargano in Italia <<Markale 1985>>. Beleno in Francia è un altro protagonista della venerazione del popolo celtico-cristiano è san Michele Arcangelo, l'angelo guerriero che brandisce la spada ed abbatte il dragone, a cui sono dedicati numerosi santuari in tutta Europa, come quello famoso di Mont-St.-Michel, in Francia, un tempo luogo sacro ai Druidi con il nome di Mont Bélaine, il Monte di Belenus. Parrebbe infatti che l'angelo della tradizione cristiana incarni le caratteristiche del dio luminoso Lugh-Belenos, un dio che esprimeva la funzione guerriera e sacerdotale.

Così non vi è stato bisogno di un gran cambiamento, in un periodo di conversione dei tempi pagani in luoghi di culto cristiani, per farne di queste divinità celtiche come  BELENUS/GARGANO un San Michele Ministro delle collere divine in un tempio sacro ai Druidi il cui nome si collega etimologicamente a quello del nostro territorio “GARGANO”.

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